Versione accessibile
Istituto Comprensivo Statale Coriano - Scuola Infanzia - Scuola Primaria - Scuola Secondaria di I Grado - Via F. Santi, 3 - 47853 CORIANO (RN) - tel 0541/657131 fax 0541/658539 e-mail: rnic809008@istruzione.it PEC: RNIC809008@PEC.ISTRUZIONE.IT
Registro elettronico
Comunicazioni alle famiglie
Circolari, Comunicazioni Documenti rilevanti
Informazioni sull'Istituto


Offerta Formativa

PON 2014-2020 Fondi Strutturali Europei

Area Genitori

Area Docenti e ATA

Scuola Infanzia
> Scuola Infanzia "Bambi"
> Scuola Infanzia "Pinocchio"
> Scuola Infanzia "Arcobaleno"
Scuola dell'Infanzia: percorsi formativi

Scuola Primaria
> Scuola Primaria "Croce"
> Scuola Primaria "Favini"
> Scuola Primaria "Rosaspina"

Scuola Secondaria I grado
> Sec. I grado "Gabellini" Coriano
> Sec. I grado - sezione Montescudo


Eventi e Commenti

Il quotidiano "La Voce" intervista il Preside Prof. Pietro Rinaldi


Da questa intervista è scaturito l'articolo "Parola d'ordine: qualità", apparso sullo stesso quotidiano il giorno 11 dic. 2008 a firma Monica Colosimo (monica.colosimo@yahoo.it )

D: Preside Rinaldi, quali sono gli elementi caratterizzanti la sua istituzione scolastica?
R: Mi permetta una breve considerazione iniziale… Parole come qualità, professionalità, innovazione – se riferite al contesto educativo – appaiono oggi termini dissonanti rispetto ad un panorama culturale che sembra dipingere a “tinte fosche” tutto quanto ruota attorno al mondo della scuola; eppure, ritengo siano proprio questi gli assi portanti su cui deve poggiare ogni prospettiva educativa che voglia essere realmente significativa sul piano formativo e concretamente fruibile sul terreno dell’esperienza… 
Guardi, non ho usato a caso l’aggettivo “significativo”: credo davvero che – al di là della tanta enfasi che si fa intorno al lessico scolastico – la nostra azione quotidiana di operatori della scuola acquisti un senso solo se riusciamo a lasciare un “segno” nei ragazzi, se arriviamo a far “vibrare quelle corde” che, per ogni alunno, rappresentano lo stimolo per dar vita ad “accordi” sempre più autonomi, consapevoli e addirittura sorprendenti. In altre parole, il nostro successo si misura sulla nostra capacità di creare le occasioni per attivare percorsi di costruzione dell’identità che, progressivamente, portano i ragazzi ad operare un mutamento profondo sul loro modo di essere, di riflettere, di crescere di fronte alle sfide della vita… Non può nemmeno immaginare la soddisfazione che si prova quando, magari dopo trent’anni, ti ritrovi a stringere la mano ad un adulto che ricorda ancora con emozione e gratitudine un particolare evento della sua esperienza qui nella nostra scuola; al di là di ogni accenno retorico, è una situazione che, personalmente, sento e valuto più importante di tanti riconoscimenti formali.
 
D: Come si esplica, in concreto, l’azione educativa e formativa sui suoi alunni ?
R: Parlavo di occasioni di crescita come momenti centrali del nostro agire quotidiano: ebbene, il nostro Istituto ha impostato il proprio Progetto Formativo cercando innanzitutto di rispondere in modo coerente e puntuale ai bisogni emergenti, garantendo pari opportunità e dignità a tutti gli alunni ed offrendo loro gli strumenti per stimolare la capacità di conoscere, comprendere, valutare e poter quindi scegliere in modo responsabile il proprio futuro. Elemento flessibile per sua natura, il Progetto d’Istituto si è venuto progressivamente modificando nel corso degli anni, attualizzando le opzioni formative in risposta alla complessità delle problematiche attuali: le iniziative per lo sviluppo della convivenza civile, dell’educazione all’alimentazione, alla salute ed alla sessualità, dell’educazione stradale, dell’integrazione per gli alunni in situazione di svantaggio, dell’accoglienza degli alunni stranieri, della pratica sportiva, dell’approccio alle nuove forme tecnologiche della comunicazione, della promozione linguistica… sono solo alcune tra le diverse proposte formative garantite dall’istituto.

D: Converrà che oggi la scuola sta attraversando un momento particolare di crisi… Come affrontate le nuove sfide che la società vi pone? Quali strategie state mettendo in atto al riguardo?
R: E’ vero… In questi giorni si sente sempre più spesso parlare di “autoreferenzialità” dell’educazione, quasi che il sistema-scuola – svuotato ormai della capacità di “volgersi all’esterno” per misurarsi con la realtà circostante – si sia ripiegato su se stesso, in una sorta di “ripetizione autopoietica” di prassi pedagogiche, ormai sterili e poco efficaci per incidere sul terreno della crescita culturale e sociale… Certamente non tutto è perfetto e del resto un’agenzia formativa che vive “il presente e nel presente” deve necessariamente fare i conti con la velocità dei cambiamenti e le modificazioni in atto a tutti i livelli del sociale; non voglio entrare nel merito politico della questione, credo, tuttavia, che per quel che riguarda la nostra istituzione scolastica, il concetto di autoreferenzialità sia qualcosa di distante e che davvero non ci appartiene… 

D: Può spiegare meglio questo concetto?
R: Le porto un esempio concreto che può dare la misura del nostro impegno a volerci misurare continuamente sul piano della ricerca della qualità e della sperimentazione di azioni efficaci. Accennavo in precedenza alle varie azioni di promozione linguistica contenute nel Piano dell’Offerta Formativa dell’istituto: nel corso di questi ultimi anni, questi interventi non solo hanno generato una nuova sensibilità sul fronte dell’insegnamento/apprendimento delle lingue straniere in tutti i gradi dell’istituto, ma hanno anche prodotto una serie di risultati tangibili sul piano della prassi operativa… Penso, per esempio, all’introduzione dei primi rudimenti della lingua inglese a livello di scuola dell’infanzia, al consolidamento della stessa nella scuola primaria ed al suo successivo potenziamento nella scuola secondaria di 1° grado; alla stabilizzazione della lingua francese come 2° lingua in tutti i corsi di scuola secondaria di 1° grado ed all’introduzione di un corso sperimentale di lingua spagnola. Inoltre, l’attenzione per l’incremento continuo degli apprendimenti linguistici ha portato alla creazione di tre moderni laboratori linguistici nelle sedi di scuola secondaria di 1° grado di Coriano, Ospedaletto e Montescudo, oltre ad una serie di progetti di “interazione linguistica e teatrale” condotti nelle classi da esperti madrelinguisti inglesi.Il dato, tuttavia, di cui vado particolarmente fiero e che ci qualifica davvero come “scuola di riferimento” territoriale e provinciale, è il riconoscimento ufficiale che abbiamo ottenuto dal Trinity College di Londra per l’organizzazione e la gestione degli esami di certificazione linguistica in lingua inglese (Istituto Comprensivo Coriano come “Trinity College Registered Centre n° 3394”).
 
D: Si tratta di un’agenzia ministeriale, o di un soggetto esterno al nostro sistema scolastico?
R: Il Trinity College di Londra è un ente certificatore britannico accreditato dal British Council e riconosciuto dal Ministero della P.I. a rilasciare certificazioni di competenza linguistica per la lingua inglese; l’ente offre una serie di esami orali articolati su 12 livelli crescenti di competenza linguistica che coprono l’intera gamma delle abilità linguistiche e consentono ad ogni alunno di veder certificato il proprio grado di conoscenza linguistica. Mi conceda una brevissima digressione…
Esattamente dieci anni fa (lo ricordo perché in quell’anno il Ministero della P.I. emanò le linee guida per un progetto linguistico nazionale altamente innovativo dal titolo “Progetto Lingua 2000”), convocai il Prof. Riccardo Michelini, docente di lingua inglese dell’istituto e referente per il settore linguistico, per verificare se era possibile operare un mutamento significativo sul piano della metodologia dell’insegnamento delle  lingue straniere, ed in particolare, della lingua inglese. Tenga presente che avevo appena letto le ultime (e, per certi versi  impietose) statistiche dell’OCSE che relegavano gli studenti italiani al penultimo, se non all’ultimo posto, delle classifiche europee per quel che concerneva la capacità di sostenere una conversazione con coetanei di lingua inglese…Insieme al gruppo di insegnanti di lingue straniere del Comitato per la Sperimentazione ed il Bilinguismo dell’istituto (di cui facevano parte, oltre al citato prof. Michelini, anche la prof.ssa Daniela Scaglianti, la prof.ssa Daniela Fabi e la prof.ssa Ortensia Savioli), decidemmo di recepire immediatamente le proposte ministeriali del Progetto Lingue 2000 ed istituimmo un corso sperimentale di lingua inglese nella sede di Coriano condotto con metodologie moderne ed innovative. Si decise che l’obiettivo cardine del corso doveva creare le condizioni per “poter far apprendere la lingua inglese in vista di competenze pragmatico-comunicative, come costante dell'intero percorso formativo”.
Le principali novità metodologiche (che rappresentavano un cambiamento nell’insegnamento tradizionale delle lingue straniere in Italia) si sostanziavano in una serie di strategie operative tra cui: gruppi ridotti di apprendimento raggruppati per livelli di competenza omogenei, enfasi sullo sviluppo delle abilità audio-orali con attività condotte esclusivamente in lingua (parlare l’inglese e non… parlare dell’inglese), adozione della progettazione “modulare” (segmentare unità compiute di insegnamento/apprendimento fondate su abilità, conoscenze e contenuti verificabili attraverso i descrittori linguistici), l’uso sistematico delle tecnologie multimediali a supporto dell’azione didattica,  l’utilizzo dei parametri e dei descrittori del CEFR (Common European Framework of Reference) del Consiglio d’Europa per l’individuazione delle competenze linguistiche in uscita e, soprattutto, la possibilità per gli alunni di veder valutate e certificate le competenze acquisite da organismi internazionali accreditati.Quest’ultimo punto rappresentò la molla che segnò la radicale “inversione di rotta” nella filosofia dell’insegnamento delle lingua fino ad allora adottata… Contattammo l’ente certificatore Trinity College di Londra e, nel maggio dello stesso anno (a.s. 1999/2000), quasi tutti gli studenti del corso  sperimentale parteciparono agli esami di certificazione (su 56 candidati iscritti ai vari livelli di competenza, 51 superarono brillantemente l’esame). 
Alcuni mesi dopo, riconoscendoci gli ottimi requisiti culturali, organizzativi e logistici, il responsabile britannico dell’ente certificatore ci ufficializzò da Londra l’avvenuta acquisizione del nostro istituto quale “centro accreditato” sul territorio nazionale per poter ospitare gli esami del Trinity College. Si trattava di un evento molto importante perché – forse per la prima volta – la qualità del nostro istituto veniva formalmente riconosciuta da un ente esterno, grazie alla risposta positiva che eravamo stati in grado di fornire rispetto ad una serie di parametri tecnico-linguistici di notevole spessore. 

D: Un’iniziativa molto interessante…
R: Indubbiamente… Pensi che l’anno successivo, il numero di studenti iscritti agli esami di certificazione era già raddoppiato (118 candidati), ma il dato più sorprendente è che 41 di essi provenivano da altre scuole del territorio: si stava avviando quella fase di consolidamento dell’esperienza che, nel corso degli anni, ha visto il nostro istituto porsi come “nodo centrale” di una vasta rete scolastica e territoriale che coinvolge non solo studenti provenienti da diversi istituti della provincia, ma anche soggetti “esterni al sistema scolastico” (adulti, lavoratori, professionisti...) che chiedono di poter partecipare agli esami per acquisire un’utile certificazione spendibile nel mercato del lavoro o nella propria attività professionale. Ecco, credo che questo sia uno dei segni più tangibili della capacità della nostra scuola di porsi come “agenzia etero-referente” su tutto il territorio, offrendo il proprio potenziale umano, intellettuale e strumentale al servizio dell’utenza: sono infatti convinto che la dialettica scuola-territorio acquisti la sua valenza più immediata proprio nell’interazione efficace, nella circolarità delle esperienze e nel riconoscimento dei contributi reciproci. Nel corso degli anni (quest’anno festeggiamo il decennale dell’esperienza con l’ente britannico), il numero di iscritti si è progressivamente ampliato e l’anno scorso abbiamo superato la soglia di 1100 candidati che hanno conseguito la certificazione linguistica in lingua inglese nei vari grades del Trinity (di questi, circa il 25% proviene da altre realtà scolastiche o dal mondo del lavoro). 

 

D: E i suoi alunni? Come vivono questa bella iniziativa? La ritengono utile?
R: Al di là del dato numerico (che genera ovvia soddisfazione in tutti gli operatori della scuola), vorrei sottolineare come l’esperienza della certificazione abbia una ricaduta determinante anche sul piano pedagogico, motivazionale e formativo… Mi spiego: sul versante immediato dell’acquisizione delle conoscenze linguistiche e dell’autonomia nell’apprendimento, il progetto nasce indubbiamente come occasione per valorizzare le “eccellenze” di studenti particolarmente competenti in lingua inglese; tuttavia, in una prospettiva più dinamica, questa esperienza assume anche valenze diverse e si connota come un’occasione di crescita individuale davvero importante per lo studente (qualcosa che, appunto, lascia un segno, come le dicevo in precedenza…). Nel corso degli anni, infatti, gli insegnanti di lingua inglese hanno progressivamente modificato il criterio di selezione dei candidati, accettando anche la richiesta di partecipazione agli esami di studenti non proprio “brillanti”, purché in possesso di una forte motivazione a migliorare il proprio standard di competenza linguistica nelle lingue straniere. Io credo che questo genere di iniziative acquisti il suo pieno valore se viene vissuto dall’alunno come un’opportunità per stimolare l’impegno, migliorare le conoscenze, sollecitare l’autovalutazione e potenziare la componente formativa, affettiva e socio-relazionale nel rapporto con l’altro; l’idea di accogliere la richiesta di partecipazione agli esami anche di alunni diversamente abili scaturisce proprio da queste premesse fondanti…Tornando alla sua domanda, devo dire che i ragazzi vivono questa esperienza come un fatto estremamente positivo e valido. Nell’a.s. 2005/2006, il Trinity College ha effettuato un monitoraggio in alcune scuole secondarie di dieci regioni italiane tra cui l’Emilia Romagna, coinvolgendo diverse centinaia di alunni tra cui un campione rappresentativo della nostra scuola. L’inchiesta riguardava il modo in cui i ragazzi vivono l’esperienza della certificazione e quale impatto essa riveste sul piano della motivazione, dell’apprendimento e dei futuri percorsi scolastici. Ho qui sottomano le risposte fornite dai nostri alunni in merito a tre quesiti significativi...
1° domanda: “Ritieni che la certificazione del Trinity sia utile?”La percezione dell’utilità della certificazione viene correlata ai progressi della carriera scolastica (nel 62% dei casi), oltre che all’accesso alla professione (40%). I ragazzi sembrano anche consapevoli che il certificato ottenuto esprime chiaramente il loro livello di competenza linguistica (54%) e, pertanto, può essere considerato uno strumento efficace perché oggettivo e descrittivo.
2° domanda: “Quali abilità linguistiche sono state privilegiate durante le lezioni?” . 
Qui il dato è molto interessante perché gli allievi ritengono che i docenti abbiano modificato la loro prassi didattica, ponendo maggiore enfasi sullo sviluppo delle abilità audio-orali (parlato e ascolto: scelte dall’87% e 60%, rispettivamente). Le risposte sembrano mettere in luce un buon grado di auto-consapevolezza nei ragazzi rispetto a “cosa fanno e cosa apprendono in classe”.
3° domanda: “Sapere che avrai una certificazione, cosa ha comportato/comporta per te?”.  L’esperienza della certificazione esterna ha una valenza molto positiva per gli allievi: da un lato si sentono incitati a  proporsi in futuro per gli esami di livello superiore (62%), dall’altro la prova d’esame diventa un fattore di motivazione in più per studiare l’inglese (59%). Prepararsi nel corso dell’anno e svolgere attività didattiche utili al superamento della prova non è vissuto in alcun caso come una complicazione in più nel proprio percorso scolastico.
Come si vede, gli alunni vivono l’esperienza della certificazione Trinity in modo sicuramente positivo: la dimensione motivazionale è ampliata, accettano di “mettersi in discussione” in prima persona, ritengono di poter ottenere un valore aggiunto in termini di credito spendibile e ciò aumenta la consapevolezza del loro “saper fare” in lingua straniera, dato che la valutazione sul certificato esprime il livello di competenza in modo chiaro e trasparente.
 
D: Noto che l’attenzione posta al punto di vista dei ragazzi e a ciò che esprimono è un elemento che tenete in forte considerazione…
R: Assolutamente. Il Piano dell’Offerta Formativa è pensato integralmente per rispondere ai bisogni degli alunni e delle loro famiglie. Ogni progetto ed ogni iniziativa partono da un presupposto che, per noi educatori, è questione prioritaria ed essenziale: porre l’alunno al centro dell’azione formativa in modo tale che tutti gli interventi siano pensati e sviluppati per garantire un valore aggiunto alla sua crescita individuale e civile, nell’ottica complessiva del “life long learning”, cioé di quel processo di apprendimento permanente, che dura tutta una vita… 
E’ stata una conversazione molto interessante. La ringrazio del tempo concessomi e le auguro buon lavoro… 
Grazie a lei dell’opportunità…


 

Versione senza grafica
Versione PDF


<<<  Torna alla pagina precedente


In evidenza

Inclusione e Integrazione

PNSD: Piano Nazionale Scuola Digitale

Bacheca Docenti (Sportello Digitale)

Formazione e Aggiornamento

Cambridge Esol Examinations

L'angolo degli alunni

Eventi e ... Commenti
> Ed. alla legalità: incontro con i Carabinieri.
> M'illumino di meno. Risparmio energetico.
> Hotel Transylvania: Dracula is not so bad...
> Giornata della memoria - Scuola e Shoah
> Vi racconto la mia dislessia, di G. Cutrera
> Rapporto La buona Scuola in 12 punti
tutte le notizie...

Links & editing
> Links di interesse istituz.le e didattico
> Editing

Area Riservata



Martedì, 24 Ottobre 2017
Questo sito web fa uso di cookie tecnici 'di sessione', persistenti e di Terze Parti.
Non fa uso di cookie di profilazione.
Proseguendo con la navigazione intendi aver accettato l'uso di questi cookie.
OK
No, desidero maggiori informazioni