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Attivita' e Progetti inerenti al POF

19. Progetto "Mille e una scuola"


 

La quasi totalità degli alunni stranieri che frequentano le scuole Primarie “F. Rosaspina” di Montescudo e “Croce” di Monte Colombo, giunge completamente priva di conoscenze anche minime riguardo alla lingua italiana: spesso questi alunni non sono in grado di esprimersi e neppure comprendere le forme più semplici della comunicazione come, ad esempio, far capire i propri bisogni primari.

 

L’obiettivo principale è dunque quello di favorire una prima alfabetizzazione che contempli almeno una padronanza minima ed una competenza accettabile sul piano della comunicazione essenziale. Così facendo, la scuola ribadisce la sua funzione di Istituzione garante del processo formativo e didattico di tutti i suoi fruitori: non soltanto di quelli “avvantaggiati” dalla nazionalità, ma anche di coloro che sono definiti “extra”… E’ questa la matrice educativa su cui poggia le basi il progetto di integrazione “in verticale” per alunni stranieri “Mille e una scuola”.

 

Finalità. I ragazzi che provengono da paesi non italofoni sono sicuramente coloro che hanno bisogno di un progetto formativo mirato che li aiuti nel raggiungimento di tutti quegli obiettivi, primari ed irrinunciabili, che sono il fondamento della matrice educativo-didattica del nostro istituto.

Sul piano operativo, il primo passo indispensabile consiste nell’identificazione del livello di conoscenza della lingua italiana di ogni alunno straniero; a questo proposito, il progetto prevede una discriminazione linguistica basata su tre livelli:

livello 0 (alunno senza alcuna comprensione della lingua italiana);

livello 1 (alunno con una minima, ma non adeguata comprensione);

livello 2 (alunno con una comprensione essenziale).

Al fine di creare un programma individualizzato che risulti come valido supporto di un più vasta ed articolata programmazione della classe, è importante rispondere alla impellente necessità di una prima alfabetizzazione: in questo senso, l’apprendimento di un vocabolario sempre più funzionale e competente deve rappresentare la base per il successivo passaggio alla costruzione della frase.

Sul piano concettuale, l’integrazione di alunni provenienti da paesi stranieri risulta un arricchimento per  tutti coloro che ruotano attorno alla scuola: la possibilità di confrontarsi con nuove culture rappresenta infatti uno stimolo per conoscere ed ampliare il proprio vissuto, ma anche per cercare all’interno dell’istituzione stessa le risposte, la possibilità di sperimentare, realizzare progetti e promuovere le scelte di fronte ad una – ormai più non del tutto nuova – situazione di emergenza.

 

Organizzazione. Per gli alunni coinvolti nel progetto che necessitano di un vero e proprio programma personalizzato o di recupero, si è concepito l’allestimento di un laboratorio di lingua italiana in cui svolgere molteplici attività. L’organizzazione del laboratorio prevede, innanzitutto, uno spazio ove è possibile lavorare a piccoli gruppi e dove l’insegnante ha la possibilità di muoversi e seguire singolarmente gli alunni. Va aggiunto che questo spazio “dinamico” non è stato progettato ad uso esclusivo degli alunni coinvolti nel progetto “Mille e una Scuola”: al contrario, esso può rappresentare un ulteriore punto d’incontro e di riflessione per l’ideazione e la messa in atto di più ampie esperienze sul piano del confronto e dello scambio interculturale. (“Di immediata evidenza è il problema dell’integrazione linguistica. Nelle esperienze in atto è risultata assai proficua l’alternanza di periodi di presenza degli alunni stranieri nelle classi con momenti di applicazione e attività di laboratorio linguistico in gruppi di soli stranieri. …Per quanto possibile, le attività di sostegno linguistico saranno intensificate nella fase iniziale dell’anno scolastico”. C.M. n° 205 del 1990).

 

Valutazione e personalizzazione. La normativa ministeriale offre diverse indicazioni sull’inserimento degli alunni stranieri (organizzazione “flessibile”  dell’orario, investimento del fondo d’istituto per progetti di integrazione, modalità del loro inserimento all’interno delle classi…). Ciò che ancora resta ancora “sullo sfondo”, destando qualche perplessità nei docenti, sono gli aspetti relativi alla valutazione degli studenti stranieri. Come per gli alunni in situazione di handicap, anche gli alunni non italofoni hanno bisogno di un programma che non può essere solamente “adattato” ma che deve essere necessariamente personalizzato in base alle necessità contingenti. L’esigenza più impellente è certamente la prima alfabetizzazione che, per coloro che accedono per la prima volta alla Scuola Secondaria di 1° Grado, assume inevitabilmente caratteristiche più rilevanti data la maggiore complessità dei programmi che implicano conoscenze già acquisite.

Dunque se il programma è personalizzato e differisce notevolmente dalla programmazione della classe, in che modo dovrà essere impostata la valutazione?

A questo proposito le Indicazioni Ministeriali sono prive di un reale orientamento e ciò impone un inevitabile adeguamento che consente un solo aspetto interpretativo ovvero quello della formulazione di un giudizio relativo ai progressi raggiunti e alle competenze acquisite dagli alunni, in base agli obiettivi previsti dalle singole programmazioni individualizzate.

 

Protocollo di inserimento: dati biografici e culturali degli alunni stranieri.

Un processo di integrazione che abbia una sua reale valenza all’interno di un più vasto contesto sociale, necessita del coinvolgimento di tutte le risorse del territorio, a partire dalle Amministrazioni Comunali: ciò a garanzia di un intervento che sia impostato con la funzionalità di una rete operativa che, attraverso l’interazione e la collaborazione, possa garantire un più proficuo processo di integrazione. Il primo elemento di questa rete operativa è lo scambio della raccolta dei dati biografici dell’alunno attraverso i quali ottenere una prima conoscenza della sua situazione (familiare, culturale, progetti di permanenza in Italia…).

Oltre ai dati biografici è indispensabile l’individuazione di quelle informazioni che riguardano le competenze e abilità in possesso degli alunni, a ciò si aggiungeranno le notizie relative alla situazione linguistica e al livello di conoscenza della L2.

Dopo aver provveduto all’assegnazione nelle classi, gli alunni non parlanti la lingua italiana saranno soggetti ad una prima valutazione sulla scorta di un protocollo operativo volto all’individuazione di quei dati biografico-linguistici necessari per la pianificazione di programmi di prima alfabetizzazione, di recupero o di consolidamento (competenze del Consiglio di classe, come organo collegiale e di ogni singolo docente, quale responsabile della singola disciplina/insegnamento).

 

Programmazione individualizzata.

Per gli alunni stranieri che frequentano la Scuola Primaria, la programmazione verterà necessariamente su percorsi individualizzati di prima alfabetizzazione, sia per le abilità orali (capacità di comprendere e comunicare i propri bisogni primari), sia per le abilità scritte (comprensione e produzione di parole, frasi e brevi testi). Fondamentale importanza acquisterà la riflessione linguistica (riconoscimento e produzione di sillabe semplici/complesse, nessi consonantici, forme dei verbi essere e avere…) e la capacità di collocare gli eventi nella sequenza spazio/tempo. Per gli alunni stranieri della Scuola Secondaria di 1° grado, la programmazione acquisterà una maggiore sistematicità, procedendo su percorsi strutturati in base ai dati acquisiti dalle prove di ingresso (sviluppo delle abilità linguistiche, scelta appropriata dei contenuti, riflessione linguistica ed arricchimento lessicale, metodologia individualizzata, verifica costante dei progressi raggiunti…).

 

(*) Questo progetto è stato curato dall'insegnante Raffaella Rinaldi. In allegato un'interessante riflessione della docente dal titolo: Una scuola, un mondo


 


 

 

Documenti allegati

 Una scuola un mondo Integrazione alunni stranieri.pdf

 

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